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Progettare una nuova cultura dell’outdoor

Progettare una nuova cultura dell’outdoor

Un incontro formativo ricco di spunti, ispirazioni e suggestioni quello che si è tenuto il 6 maggio, presso la sede di Edenpark di Firenze, patrocinato da Corradi e dedicato esclusivamente ad architetti e progettisti. Al centro dell’evento, la progettazione di una nuova cultura dell’outdoor, tema su cui si sono confrontati numerosi professionisti che, guidati dal giornalista e volto televisivo Giorgio Tartaro, hanno condiviso alcune delle loro esperienze più significative. Ospite d’eccellenza l’architetto Giovanni Polazzi di Archea Associati, noto e prolifico studio del panorama italiano e mondiale, che ha presentato alcuni dei progetti più rappresentativi realizzati nel corso degli ultimi anni. Tra questi, in particolare, la Cantina Antinori a San Casciano Val di Pesa, Colle Loreto Residential Complex a Lugano, Ceramica Art City a Liling (China) e lo Student Hotel di Firenze.

Cantina Antinori: interno ed esterno si fondono con stile

Sustainable Landmarks è un tema che usiamo spesso” - esordisce l’Arch. Polazzi - “perchè secondo noi esiste una sostenibilità dell’architettura che è una sostenibilità a 360°”. E questo progetto ne è la prova: realizzato per i Marchesi Antinori, è un vero e proprio evergreen, oltre che un “progetto fortunato”, come lo definisce Polazzi. La sfida non era affatto semplice, poiché il committente aveva richiesto la ristrutturazione della facciata di un edificio di oltre 200 metri che fosse però perfettamente integrato con il paesaggio circostante, quindi visibile ma non invadente. “Dopo averci pensato a lungo, abbiamo capito che dovevamo cambiare radicalmente punto di vista: dovevamo non progettare una facciata”. Da qui l’idea di interrare la cantina all’interno della collina, recuperando anche quella parte di tradizione e sostenibilità che mancava al progetto. “Le cantine una volta erano sottoterra perchè così prendevano il fresco dal terreno e il vino si conserva meglio. E quindi abbiamo fatto esattamente così: abbiamo scavato la collina e abbiamo inserito il progetto al suo interno, cercando di nascondere il più possibile”. Il risultato è una cantina “monumentale, ma che non si vede”, proprio come nei desiderata del Marchese, in cui il rapporto tra costruito e non costruito genera una relazione armoniosa con la natura e lo spazio circostante. Oltre che dall’architettura, il progetto prende ampio spunto dal mondo delle arti e, in particolare, dalle tele tagliate di Lucio Fontana, capace di creare un vero e proprio spazialismo all’interno della cornice del dipinto. “Allo stesso modo in cui noi abbiamo tagliato la collina” prosegue Polazzi. “Da non trascurare poi il tema dell’outdoor, di come modellare il terreno ma anche di come arredarlo. In questo caso era semplice perché è un arredamento naturale, fatto di filari di vigne che disegnano e pettinano la collina stessa.” Anche gli interni sono stati oggetto di una progettazione accurata e originale, che trova nel connubio tra tradizione e innovazione la cifra espressiva dello Studio di Firenze, anche quando si tratta di realizzazioni residenziali. 

Colle Loreto Residential Complex: outdoor a prova di paesaggio

“In questo caso, la nota innovativa è stata rappresentata dall’eliminazione del piano terra”. Notoriamente molto difficile da vendere, il piano terra di questo complesso di Lugano è stato infatti rivoluzionato da Archea Associati per trasformarsi in una grande campata con al centro palestra e piscina. Ma anche qui il focus centrale era l’outdoor e il rapporto con l’ambiente esterno: l’obiettivo era creare una specie di “pelle per l’edificio, che fosse simile a una parete di ghiaccio riflettente”, a Lugano il paesaggio è parte integrante della bellezza e della vita di tutti i giorni. “Per rendere l’effetto voluto” - racconta sempre l’Architetto “abbiamo installato due lastre di vetro retro verniciato sorrette da una griglia di ottone stropicciato...sempre per quel nostro vizio di cercare di inventare sempre qualcosa di nuovo, correndo anche dei rischi!”. Rischi sempre molto controllati e ben riusciti, a giudicare dai progetti e dalla loro resa finale. Anche la vista panoramica sul lago è stata ampiamente sfruttata dal team che ha valorizzato in particolare le due terrazze che vi si affacciano accentuando il senso aggettante dell’edificio sullo specchio d’acqua.

Ceramica Art City, Cina: una piccola Venezia dal sapore moderno 

Da cosa nasce cosa, e questo vale anche per il mondo dell’architettura: da precedenti esperienze in Cina è nato infatti il progetto della Ceramica Art City di Liling, fortemente voluta dai committenti cinesi che ne hanno condizionato positivamente l’immagine finale. “Durante il primo sopralluogo dell’area, uno spazio di 80 mila mq, avevamo individuato una serie di colline che davano un carattere molto particolare alla zona e su cui avevamo già iniziato a lavorare per sfruttarle al meglio. La nostra seconda visita ci ha riservato una sorpresa inaspettata: le colline erano state spianate e al loro posto era stata creata una pianura”. Un bel cambio di paradigma, rispetto alla soluzione iniziale ipotizzata. E qui si misura l’ingegno e l’esperienza del vero progettista che sa come variare il progetto sulla base della conformazione paesaggistica. “Il cliente voleva ricreare una piccola Venezia, che in Cina va per la maggiore. Abbiamo quindi costruito una piccola città lagunare in cui i palazzi riproducono dei grandi vasi di diverse forme, colori e dimensioni”. La sensazione è quella di trovarsi proprio tra le calle della Laguna, ma più moderne, con giochi di luce e materiali che valorizzano le componenti naturali di quel particolare contesto.

Student Hotel di Firenze: una nuova idea di ospitalità 

Ingaggiato espressamente per l’outdoor dell’albergo, lo Studio Archea è intervenuto in particolare sul terrazzo dell’ultimo piano di questo albergo di Firenze. “Ci siamo occupati dell’area dedicata alla palestra e alla piscina sul tetto cercando di mettere in primo piano soprattutto la vista incredibile di cui gode. Si tratta di un panorama unico, da un punto che nemmeno noi conoscevamo”. Il progetto, anche se non interamente finalizzato come Polazzi e i suoi avevano sperato, è finito per diventare la cartolina dello Student Hotel e attira l’interesse anche di persone che non alloggiano nella struttura. “L’albergo esprime un concetto nuovo di ospitalità in cui anche gli esterni possono frequentare gli spazi di coworking interni e gli studenti condividono le cucine comuni”. Una bella prova che conferma come una progettazione attenta e all’avanguardia sappia interpretare, e anticipare, bisogni e tendenze, dentro e soprattutto fuori dalle mura domestiche.   

Per la realizzazione di questo evento, si ringrazia - oltre allo Studio Archea Associati e a Giorgio Tartaro - il padrone di casa e ospite caloroso Francesco Celentano, fondatore di Edenpark Firenze, e tutti gli ospiti intervenuti.

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